#ADESSOSCRIVETEVOI - "Le bugie dei bravi ragazzi" di Barbara Raymondi - RECENSIONE



Salve lettori!

Continua la rubrica #ADESSOSCRIVETEVOI. In cosa consiste? Ho voluto dare la possibilità ai miei lettori e/o a chi vorrebbe aprire un blog di lettura e non sa come strutturarlo, di scrivere un articolo  che riguardi mondo dei libri. Carmen Marinoj ha recensito il libro "Le bugie dei bravi ragazzi"




Titolo: Le bugie dei bravi ragazzi
Autore: Barbara Raymondi
Pagine: 296
Prezzo: 16
Il voto che gli ho dato: 💙💙💙💙,5



TRAMA
Chi sono i bravi ragazzi? Quante bugie è consentito raccontare in una vita? Dove si trova il virtuoso confine da non oltrepassare? Sole e alla ricerca di sé stesse, di un fidanzato inafferrabile e di un lavoro che latita ancora di più. Enrico cerca un equilibrio che forse non vuole davvero, ma che gli converrebbe trovare al più presto considerato il futuro che gli si prospetta. Benedetta è una ballerina bellissima, quasi perfetta, ma odia la danza classica. Sono tutti nella stessa barca e sicuri di naufragare in un mare agitato dalle troppe bugie raccontate. Non sono cattive persone, sebbene pratichino lavori poco ortodossi, frequentino brutta gente e nascondano segreti sconvenienti. Sono bravi ragazzi in fondo, nonostante tutto.

RECENSIONE
Si può essere bravi ragazzi anche facendo, giusto ogni tanto, qualcosa che dei bravi ragazzi non farebbero mai?
Chissà, magari Sole ed Enrico, due dei protagonisti di questa storia, se lo sono chiesti qualche volta.
Proprio Enrico voleva credere che frequentare un giro di affari che non faceva niente di buono, non significasse farne parte.
Aveva bisogno di pensarlo e quasi ci credeva. Era iniziato tutto con un piccolo ed innocente favore, che forse così innocente non era. Poi erano arrivati altri incarichi, sempre più importanti e sempre più ricompensati. 

Il suo destino era stato scelto dalla società in cui viveva: si sarebbe laureato e avrebbe lavorato come dentista nello studio del padre. Un progetto perfetto, ma non autorizzato da lui.

Con quei lavoretti che faceva ogni tanto, ci guadagnava bene e forse avrebbe potuto cambiare qualcosa.

E qualcosa, qualche anno dopo, cambiò ma fu merito di Sole.

Sole che a quasi trent'anni non aveva dato alla sua vita un senso, un equilibrio, ma che di vite ne aveva vissuto tante: la figlia ribelle, la tossica ad Amsterdam, la Hippie in giro per il mondo, la fotografa e la viaggiatrice professionista. 

Credo proprio che Sole apprezzerebbe l'espressione ''viaggiatrice professionista'', le farebbe pensare magari di non essere solo una codarda, brava a scappare in qualsiasi pasticcio si sia cacciata ancora una volta. 

Ma ad un certo punto aveva detto basta, era tornata in Italia e cercava un lavoro. Ogni tanto faceva colloqui che non portavano a nulla, qualche volta faceva lavori che non le interessavano, ma era tutto per la propria sopravvivenza.

Poi era arrivato Enrico e lei adesso voleva anche raggiungere un equilibrio: quel limbo non le bastava più.
Altro personaggio importante della storia è Benedetta, chiamata da Sole Benebella.
'Venticinque anni  e non sentirli'  è molto riduttivo per esprimere la sua situazione. Se Sole ha vissuto troppo e in poco tempo, Benedetta ha vissuto poco e in troppo tempo. Ha conosciuto solo diete e danza per vent'anni e anche qualche clinica, ma cos'altro?
Per il papà, era la sua cocca; per la madre, ciò che lei voleva che fosse.
Benedetta era stremata dalle continue pressioni e dalle continue delusioni che causava.
Pesava quaranta due chili, non era magra quanto avrebbe dovuto. I russi non l'avrebbero scelta -non che lei volesse che lo facessero- e sua madre avrebbe ricevuto un'altra delusione, ma non per tutti: il padre e la sua unica vera amica, Sole, la spronavano sempre a mangiare, si preoccupavano più per la sua salute che per la danza.
Aveva anche un altro amico, in realtà era un amico -o un più che amico di Sole, Enrico.
Di questa storia ho apprezzato soprattutto come le diverse storie dei personaggi, arrivino ad incastrarsi perfettamente.
Per qualsiasi domanda, per qualsiasi dubbio, per qualsiasi vuoto, basta andare avanti e verranno dissolti.

A questo libro darei un bel nove pieno. E' scritto bene ed è molto scorrevole: leggerlo è stato un vero piacere.

 E' in terza persona e al passato, proprio come piacciono a me, perché penso che la terza persona aiuti meglio il lettore a conoscere i personaggi. O mi sbaglio?

Il finale in parte aperto lascia anche spazio alla propria immaginazione. 
Carmen 
http://tralemiepagine.blogspot.it

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